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Il pasticciotto leccese

Per chi deciderà di passare le prossime vacanze nel Salento o per chi nel Leccese ci è già stato, una piccola guida gastronomica per esaltare uno dei dolci salentini più buoni, fiore all’occhiello di tutti i pasticceri locali: il PASTICCIOTTO LECCESE composto da una pasta frolla farcita di crema pasticcera e cotto in forno.

Spennellato con l’albume prima della cottura in forno il pasticciotto raggiunge la sua tipica doratura ambrata, va mangiato ancora molto caldo (attenti alle bruciature e alla pancia!) per rendere al palato tutte le sue migliori peculiarità nel sapore e nel profumo della crema. Solitamente il pasticciotto viene consumato a colazione accompagnato con un caffè o un’espressino e appena finito se ne vorrebbe consumare subito un’altro. Ovviamente c’è da stare attenti per la linea, infatti il nome del dolce spesso viene usato per definire una persona cicciottella un pò sovrappeso (staje comù nu buccunottu)

Fratello del classico pasticciotto è il pasticciotto nero di pastrafolla al cacao con all’interno o crema gianduia o crema al cacao o crema pasticcera e pezzetti di cioccolato; altra variante è con crema pasticcera e amarene che ho avuto modo di assaggiare e direi è molto buono. Cugino del pasticciotto invece è il fruttone, composto da una base di pasta frolla ripiena di pasta di mandorle (preferibilmente fresca) e marmellata (meglio la ‘Cutugnata’ di mele cotogne nella variante classica o più in generale di frutta) e il tutto ricoperto da uno strato di finissimo cioccolato fondente. Questa versione del dolce va servita fredda e molto spesso capita di doversi con essa accontentarsi quando il pasticciotto è terminato.

Storia del pasticciotto

Il dolce ha ottenuto la denominazione comunale del Comune di Lecce, ma in realtà nasce nel 1745 a Galatina in provincia di Lecce, nella pasticceria della famiglia Ascalone, durante la festa del Santo Patrono San Paolo, guaritore delle tarantate (Santu Paulu meu delle tarante, pizzichi le caruse a ‘nmenu l’anche…). Il pasticcere Nicola Ascalone vuole inventare un nuovo dolce che possa risollevare l’economia della sua bottega e tra una torta e un dolce con l’avanzo dell’impasto e un po’ di crema decide farne una piccolissima torta in una scodellina di rame. Ne esce un curioso dolce che lui stesso definisce un pasticcio, ma lo mette ugualmente nel forno e regala ancora caldo il pasticcio a un passante. I complimenti e le lodi si sprecano il pasticciotto diventa famoso da lì a poco in tutta la provincia di Lecce e i clienti arrivano da tutte le parti per comprare questa delizia nella pasticceria di Ascalone.

 
 
 

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