Poesie del Salento

Uno dei tesori più preziosi di cui l’umanità dispone è la saggezza degli anziani, e nel Salento, terra plasmata dalle nodose mani dei nostri nonni e via via indietro per i nostri avi, l’anziano è una risorsa inestimabile. Fonte di consigli, di dritte, accorgimenti, aneddoti, storie vecchie ed impolverate. Vediamo una piccola semplice storiella in prosa, che fa riflettere sull’importanza dell’accontentarsi di ciò che si ah, sulla modestia, sull’umiltà. Immancabile, vedremo, è l’intervento del Signore che come al solito interviene provvidente. Una piccola icona di semplicità ed immediatezza, in poche parole la sintesi di ciò che con calma e affettuosità ci racconterebbe un qualsiasi anziano con la coppola o una nonna con un paternosciu tra le dita.

Favula ‘ntica (A petra e la muntagna)

Na petra, una te dhe petre stacce,
vardannu an facce nna montagna ranne,
scurnusa, ‘ntra dde iddha se disse:
“Perce’ nu suntu ieu comu muntagna,
te arberi e foreste sempre umbrusa
e de surgenti d’acqua ddafriscata
e cu lli ceddhi a ncapu a cumpagnia?”.

La ntise lu Signore e ‘ntra nnu lampu
dha petra se ngrussò comu muntagna;
ma le fiumare poi la rusachera,
la terra se ne scise menza de sutta,
lu ientu li strazzò terracate e rami
e taccari e legname de la macchia.
Se mise a dire allora, sula sula:

“Stia meju prima comu petra staccia “.
E sia comu sia, turnò cum’era.
La vitte nu vagnone e la zaccò
e pe chiru sciocu ‘nticu la scittò
luntanu, mentre iddha cchiù vicina
a Diu cradò: “Grazie. . . su’ cuntenta,
nuddu spilu cchiui a mie me tenta “.
Favola Antica (La pietra e la montagna)

Una pietra, una di quelle pietre sottili e levigate,
guardando in faccia una montagna grande,
vergognosa, tra sé si disse:
“Perché non sono io come montagna,
di alberi e foreste sempre ombrosa
e di sorgenti d’acqua rinfrescata
e con gli uccelli ai rami in compagnia?”.

La udì il Signore ed in un baleno
quella pietra si ingrossò come montagna;
ma le fiumare poi la rosicchiarono,
la terra per metà scivolò giù,
il vento le strappò radici e rami
e tronchi e legname dalla macchia.
Si mise a dire allora sola sola:

“Stavo meglio prima come pietra levigata”.
E fu come non fu tornò com’era.
La vide un ragazzo e la prese
e per quel gioco antico la scagliò
lontano, mentre essa più vicino
al Signore gridò. “Grazie… sono contenta,
nessun desiderio più ormai mi tenta”.

La versione daliettale non è l’originale ma è stata riadattata in dialetto del Capo, tuttavia il significato è ben chiaro, una piccola perla di saggezza antica.

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