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Pasqua 2009 nel Salento

Pasqua si avvicina inesorabilmente e restano solo pochi giorni per decidere se stare a casa o partire per una tranquilla vacanza di inizio aprile, magari in giro per il Salento. Ed ecco che il b&b il giardino nell’invitarVi a soggiornare nel suo nuovo Bed and Breakfast, vi consiglia dei buoni motivi per passare la settimana santa e la pasquetta nel bel tacco di Italia.

La settimana Santa a Gallipoli

I riti della Settimana Santa sono concentrati nelle stradine del centro storico, dove a dominare sono simboli sacri e tradizioni antiche. Il Giovedì Santo all’ora del tramonto, soprattutto le viuzze del centro si animano di gente che peregrina nelle numerose chiese per adorare l’Eucaristia.
Uno squillo di tromba, i colpi rullanti del tamburo e lo stridìo della “trozzula”, si spande per le orientaleggianti strade del Centro Storico, entra per le socchiuse porte delle case antiche, dal perenne profumo di salsedine, interrompe l’interessato viavai della gente o il garrulo vociare dei bimbi.
Il momento clou dei riti è il Venerdì Santo, quando a sera, la processione va lentissima per le vie della città, accompagnata da strazianti e antichissime marce funebri, fino all’alba, al rientro delle statue e delle confraternite nelle rispettive chiese. Alle prime luci dell’alba del Sabato Santo ha inizio l’ultimo dei riti con la commovente processione della Desolata (detta anche, in gergo, “l’Urnia”) dalla chiesa della Purità, sui bastioni delle mura di fronte al mare. La statua della Vergine segue nel corteo l’urna in oro zecchino che contiene il Cristo Morto e, dopo aver fatto il giro della città vecchia, sosta un’ultima volta sui bastioni per benedire nuovamente il mare e la sua gente.

Visitare Lecce

Di notevole interesse artistico il centro storico, di impronta per lo più barocca, dove rimarrete incantati dall’effetto visivo della “Pietra Leccese”, una pietra dorata utilizzata per la costruzione dell’antico centro abitato.

Nella piazza principale della città, Piazza S’Oronzo, dominata dal famoso obelisco di Sant’Oronzo, degna di visita la Chiesa di Santa Croce, considerata una delle rappresentazioni barocche più importanti di questa terra, e l’anfiteatro romano del II secolo in ottimo stato di conservazione.

Nei pressi della piazza è ubicata anche la Villa Comunale con i suoi incantevoli giardini.Per gli appassionati della cultura orientale consigliamo la visita al Museo missionario cinese e di Storia naturale, una raccolta di avori, bronzi e mobili dell’Oriente.

Degno di visita anche il Museo provinciale “Sigismondo Castromediano”, in cui si conserva una raccolta di reperti archeologici che coprono un vasto periodo storico, dall’età del bronzo al tardo-impero romano.La maestosa piazza del Duomo, circondata da notevoli palazzi barocchi e sede della chiesa simbolo della città, il Duomo, caratterizzata da un prezioso campanile e da una statua di Sant’Oronzo a cui fa da cornice un arco trionfale di notevole pregio.

L’ex convento dei Celestini, oggi Palazzo del Governo, eretto nel 1600, nel suo interno suggestivo cortile ottocentesco.La Chiesa intitolata ai Santi Nicolò e Cataldo del XII secolo, con un bel portale romanico e rosone sulla facciata.Testimonianza della civiltà romana, il Teatro romano del II secolo, di cui resta oggi una parte delle gradinate, l’orchestra e la fondazione della scena.

Visitare Castro Marina

Immersa nel fantastico mar Adriatico, Castro è la sintesi della natura del Salento: un’ebbrezza di piacere e salubrità assalirà il vostro relax, la vostra mente e il vostro self control.
La meraviglia del suo mare, il mistero delle sue grotte, la ruvidezza del suo centro storico, la tipicità della sua cucina, l’affabilità della sua gente, la ricchezza della sua offerta ricettiva sapranno accoglierti in maniera unica e soddisfare ogni tua più piacevole esigenza di riposo e divertimento.
Castro è ricca anche di storia: il suo nome deriva dal castello aragonese che, durante il Medioevo, venne eretto, per la sua inespugnabilità, su di un promontorio difeso dal mare e dalla costa. Fu, inoltre, tra le prime località salentine ad essere nominata Contea ed eletta quale Sede Vescovile, per poi decadere nella prima metà del 1800 quando terminò il feudalesimo. Dal 1975, tuttavia, Castro fu remunerata del riconoscimento comunale, soprattutto per il suo rinomato e fondamentale ruolo in uno dei settori principali dell’economia di questa terra: il turismo.

Infatti, Castro Marina ha dalla sua la bellezza della conformazione geografica, costellata dalle grotte e da un porto da cartolina: una caterva di turisti ogni anno viene inghiottita dal suo mare, dalle sue coste e dal suo paesaggio. E così Castro, con la sua acqua cristallina e la meraviglia della sua atmosfera, va a comporre quel quadro naturale, quella poesia di piacere che ogni vacanziere cerca da queste parti.

La cucina Salentina

È una cucina povera per gli ingredienti usati, a partire dalla farina poco raffinata oppure di orzo, meno costosa di quella di grano. Per l’uso di verdure coltivate e selvatiche che la terra salentina può offrire, insieme con gli altri prodotti della terra come le lumache. Per l’impiego di pesce azzurro, oggi rivalutato, ma un tempo l’unico pesce che la popolazione poteva permettersi. Per la scarsità dei piatti a base di carne troppo costosa per i contadini. In effetti, i meno abbienti mangiavano la carne solo la domenica mischiata con molto pane per fare le polpette. La carne di cavallo era diffusa in quanto tali animali erano usati per i lavori nei campi e come mezzo di trasporto e solo quando erano troppo vecchi per lavorare servivano come alimento. Nel periodo pasquale, in cui è tradizione mangiare l’agnello, la popolazione consumava gli scarti dell’animale, cioè le interiora.
Nonostante la povertà di ingredienti la cucina salentina è ricca di fantasia. Questi servivano alla preparazione di piatti che oggi sono diventati ricercatissimi per la loro bontà e l’equilibrio dei sapori. Proprio con le interiora dell’agnello si preparavano (e si preparano) i “gnommareḍḍi o mboti o turcinieddi”, che sono involtini dal sapore deciso e prelibato, cotti sulla brace. Una parte della pasta cucinata con i legumi viene fritta in olio d’oliva per fornire al piatto un gusto più accattivante e una consistenza croccante. Inoltre si usano le spezie della macchia mediterranea per insaporire le preparazioni: la salvia, il rosmarino, il timo, la maggiorana, la menta e l’origano.

La fantasia domina soprattutto nei dolci che risentono dell’influenza del mondo orientale (bizantini e arabi). La presenza di ingredienti quali le mandorle, del miele e della cannella è tipica di molte regioni del vicino oriente e delle coste del mar Mediterraneo.

 
 
 

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Il Giardino

Di Rizzo Angelo
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